Articoli di Novembre 2017 ↓

Il kit di pronto soccorso aziendale

È fatto ormai d’obbligo per le aziende dotarsi di un kit di pronto soccorso, atto a fornire una prima medicazione, comunque importante per quanto sommaria, nel caso di infortunio.

Composizione del kit di pronto soccorso

La composizione del kit di pronto soccorso può variare dipendentemente dall’ambito di attività dell’azienda, ovvero in ragione della tipologia di infortunio a rischio prevalente (per esempio, non in tutti i kit sarà presente la visiera para schizzi). La composizione del kit è variabile inoltre in funzione del numero di dipendenti lavoratori dell’azienda; la normativa vigente (DM 388/03) specifica con precisione quali materiali e medicazioni devono essere comunque sempre presenti nel kit, a seconda che l’azienda abbia più o meno di 3 dipendenti. All’interno di ogni azienda, la dotazione minima del kit specificata dalla normativa può essere d’altra parte integrata con ulteriori medicazioni e materiali in relazione alle opportune valutazioni fatte dal datore di lavoro e dal RSPP (responsabile del servizio di prevenzione e protezione), oltre che – eventualmente – da altre figure professionali (quale ad esempio, il medico competente).
Il posizionamento del kit di pronto soccorso aziendale deve essere noto a tutti i dipendenti, visibile e facilmente accessibile. Solitamente il KIT è contenuto all’interno di una cassetta o valigetta, identificata mediante adeguata simbologia (per esempio, una croce bianca su sfondo verde).

Responsabile del kit di pronto soccorso

All’interno dell’azienda deve essere presente almeno una figura referente per il primo soccorso. Questa persona è responsabile del kit di pronto soccorso, di cui ha il compito di mantenere costantemente approvvigionata la dotazione, reintegrando il materiale periodicamente utilizzato. Responsabilità di questa persona è anche verificare nel tempo la periodica scadenza di materiali e medicazioni contenuti nel kit. È opportuno segnalare la possibilità di trovare in commercio – oltre a materiali e medicazioni singolarmente acquistabili – kit di reintegro preconfezionati per la cassetta di pronto soccorso.
Come si diventa referenti per il primo soccorso per la propria azienda? La nomina è vincolata alla partecipazione a corso di formazione ed al rilascio di corrispondente attestato (la cui validità è biennale).
È opportuno segnalare che eventuali inosservarze – da parte del datore di lavoro – inerenti la presenza della cassetta del pronto soccorso, e la corrispondente presenza del responsabile del primo soccorso, possono comportare l’applicazioni di sanzione penali, traducibili in multe o addiritura nell’arresto.

Dotazione per i veicoli aziendali

Resta da dire che la normativa vigente nulla specifica circa l’obbligatorietà della presenza di kit di pronto soccorso sugli eventuali automezzi aziendali (che vanno considerati comunque come luogo di lavoro). In questo caso, viene lasciata al datore di lavoro facoltà di deciderne l’adozione, in relazione alle opportune valutazioni di rischio dall’azienda eseguite.

Cassetta di pronto soccorso: rifornimenti

Rifornire periodicamente la cassetta di pronto soccorso in azienda è importantissimo: la legge è estremamente severa con i trasgressori e li punisce con multe dagli importi davvero elevati.

Rifornire la cassetta di pronto soccorso Qualunque azienda che si rispetti deve possedere, per una mera questione di legge, una cassetta di pronto soccorso che va rifornita regolarmente e che deve essere sempre dotata di tutto il necessario per poter affrontare i piccoli infortuni. Una cassetta di pronto soccorso che si rispetti deve permettere di porre rimedio immediato a piccoli tagli o ferite, deve consentire la misurazione della temperatura corporea, deve possedere del ghiaccio istantaneo in caso di colpi o traumi e deve essere facile da raggiungere e ben ordinata. Rifornire la cassetta di pronto soccorso periodicamente è importantissimo: in caso di controlli sanitari i trasgressori vengono puniti con multe estremamente elevate (si parla di cifre che vanno dai 400€ in su!) e non c’è tolleranza di alcun tipo verso dimenticanze o disattenzioni. Meglio non rischiare!

Quando rifornirla? Come?

L’ideale è prendere nota su un’agenda o sul proprio calendario elettronico della data di scadenza dei prodotti presenti nella cassetta e tentare di agire in anticipo sostituendoli almeno una o due settimane prima che siano buoni per esser gettati, così da mantenersi sicuri. Esistono in commercio numerosi kit pre assemblati contenenti tutto il necessario per un rifornimento completo. Non andranno infatti sostituiti gli accessori, come pinzette o forbici in metallo, ma andranno invece cambiati disinfettanti, garze, cerotti e ovatta. Per rifornire la cassetta di pronto soccorso è sufficiente recarsi presso una farmacia e acquistare uno dei sopracitati kit. Gli stessi kit vengono venduti anche da numerose compagnie di vendita all’ingrosso che solitamente riforniscono le aziende: sono le stesse compagnie che vendono articoli di cancelleria e molto altro ancora.

Qualità e date di scadenza

Nel momento in cui si ha a che fare con una realtà di tipo aziendale, il buon senso comune deve necessariamente venir meno e l’osservanza delle leggi deve essere maniacale. La legislatura italiana è molto rigida circa il rifornire periodicamente la cassetta di pronto soccorso in azienda, ed il motivo è semplice. Danni a dipendenti causati da prodotti scaduti (o peggio ancora assenti!) sono responsabilità dell’azienda stessa e possono risultare cruciali soprattutto in caso di gravi infortuni. Poco importa, dunque, se le capsule di garza sterile sono sigillate e non presentano alcun danno esterno: laddove è riportata una data di scadenza, la stessa va rispettata con estrema precisione. I prodotti scaduti vanno sostituiti, meglio se con qualche giorno di anticipo. La qualità è poi fondamentale: esistono kit venduti a prezzi irrisori, ma perché rischiare? Affidarsi soltanto a prodotti con marchio CE regolarmente riportato rappresenta la via migliore per garantire l’efficacia dei prodotti acquistati.

Il primo soccorso in ufficio può salvare la vita

Fortunatamente i posti di lavoro sono sicuri e protetti secondo severe e rigide norme di legge, prime tra tutte la famosa 626. Può comunque succedere che qualcuno resti vittima di un malore o di un incidente. Come comportarsi?

Consigli generali di primo soccorso

Il datore di lavoro che gestisce un gruppo di dipendenti dovrebbe sempre incoraggiare almeno un paio di loro a seguire un corso di primo soccorso. In caso l’idea trovasse un buon riscontro, naturalmente, le spese saranno a carico dell’azienda, così come le ore impiegate nella sua frequentazione saranno considerate lavorative. Avere una o due persone in possesso di competenze di questo tipo è una grande risorsa dal punto di vista della tranquillità professionale. Se tra i propri dipendenti ci sono già persone in grado di far fronte all’eventualità di un incidente o di un malore, ad esempio gente che ha svolto del volontariato in CRI o che, per suo interesse, ha frequentato uno di questi corsi, è bene che tutti ne siano a conoscenza e che i suoi recapiti siano appesi in bacheca o in altro posto visibile e facilmente accessibile a tutti. Questo servirà, in caso di necessità, ad avere un referente da allertare più in fretta possibile, prima di compiere azioni o gesti inesperti che potrebbero peggiorare la situazione o far perdere tempo prezioso. È bene anche che il datore di lavoro, o il responsabile che ne fa le veci, istruisca il personale a dovere e lo incoraggi a chiamare, in caso di emergenza, il numero unico 112 senza remore o timori.

La gestione dell’infortunio

In caso di evento traumatico, ad esempio una caduta o una botta, la prima cosa da fare è verificare che la vittima sia cosciente e che il danno non riguardi la testa. Se la persona è a terra non bisogna incoraggiarlo ad alzarsi prima di essere sicuri che non ci siano lesioni importanti. Per accertarsi che non sussistano danni neurologici è importante parlare con la vittima e valutare la correttezza delle sue risposte: se si rende conto di cosa sia successo, se interagisce con pertinenza, se è in grado di dire dove avverte dolore e se ci vede e sente bene. Se ci si accorge che un arto è in posizione innaturale, quindi molto probabilmente rotto, non bisogna assolutamente incoraggiare la vittima a cambiare posizione ma, anzi, consigliargli caldamente di restare immobile e allertare quanto prima un’ambulanza. Se ci sono ferite con perdita di sangue è necessario tamponarle con dei fazzoletti puliti, meglio se usa e getta, premendo con una certa energia, in modo da arrestare lo zampillo e, se necessario, anche in questo caso chiamare l’ambulanza o accompagnare il malcapitato al più vicino pronto soccorso, per le medicazioni del caso. Nell’ipotesi più grave, ossia in caso la vittima sia a terra priva di conoscenza, è fondamentale aprirgli la bocca e tirargli fuori la lingua, per evitare il rischio di soffocamento e girargli la testa adagiandolo con la guancia contro il pavimento. Questa pratica è necessaria perché, in caso di rigurgito, la posizione laterale evita l’ostruzione delle vie respiratorie.

La gestione del malore

Il malore preannunciato, solitamente, non deve destare grosse preoccupazioni. Se un collega o un dipendente lamenta dei dolori o del malessere, si può facilmente capire se vi è necessità di intervenire tempestivamente chiamando un medico o se si può, semplicemente, mandarlo a casa o lasciargli un po’ di tempo per risolvere l’incombenza. In caso dei cosiddetti “”fulmini a ciel sereno”" invece, bisogna avere la prontezza di intervenire velocemente e senza farsi prendere dal panico. Se si sospetta che qualcuno, in ufficio, stia avendo un infarto o un ictus, bisogna immediatamente farlo stendere a terra, con la testa reclinata di lato ed allertare il servizio di pronto soccorso con la massima urgenza. I sintomi tipici di un attacco di cuore o cerebrale sono: forte dolore al petto tanto che la vittima urla e si piega su se stesso, pallore improvviso, perdita di conoscenza. L’ictus può manifestarsi anche semplicemente distorcendo i tratti del viso e della parola: se si nota che un collega, improvvisamente, ha una smorfia dipinta sul volto o una paralisi che gli impedisce di articolare le parole, o tiene lo sguardo fisso nel vuoto senza reagire agli stimoli, è necessario farlo subito sdraiare o sedere e chiamare immediatamente i soccorsi. Gli stessi procedimenti possono essere validi anche in caso di crisi convulsive o epilettiche. È importante ricordare che, in questi casi gravi, il pavimento è sempre il posto migliore dove adagiare la vittima: divani, sedie o poltrone possono risultare insidiose, in quanto una persona in preda al dolore, al panico o al tremore potrebbe cadere ed aggiungere ulteriori danni ad una situazione già delicata.

Installare la cassetta pronto soccorso in ufficio

Il mondo del lavoro non deve essere solo ed esclusivamente visto come quello che permette di ottenere un guadagno economico ma, al contrario, questo deve essere tramutato in luogo sicuro in virtù delle ore che si trascorrono nella propria azienda.

La sicurezza sul lavoro e gli incidenti

Farsi male a lavoro è un tipo di imprevisto che si cela dietro l’angolo: basta una semplice caduta oppure una botta involontaria contro lo spigolo di un mobile o ancora un malessere che la situazione all’interno di un’azienda potrebbe letteralmente sfuggire di mano.
Proprio basandosi su questo concetto installare la cassette pronto soccorso in ufficio risulta essere un tipo di operazione che deve essere svolta senza alcuna perdita di tempo in modo tale da prevenire ogni genere di complicazione ed evitare che la situazione possa essere catastrofica.
Inoltre è la legge stessa a predisporre la presenza di questo genere di strumento indispensabile per la stessa impresa.

Dove va installata la cassetta

Quando si deve installare tale strumento occorre sottolineare che questo particolare tipo di articolo deve essere posto in un luogo che sia facilmente accessibile.
Tale caratteristica dell’installazione per evitare che possano esserci complicazioni di ogni tipologia come, ad esempio, non riuscire ad accedere facilmente alla stessa e soprattutto rischiare di non poterla sfruttare come si vorrebbe.
Pertanto tale concetto deve essere sempre presente nella propria mente visto che installare la cassetta pronto soccorso in ufficio non deve essere un’azione che deve essere svolta in maniera poco attenta.
Inoltre è bene che anche eventuali segnalazioni o un foglio nel quale viene riportata l’esatta posizione della cassetta deve essere presente in ufficio in modo tale da evitare degli errori ed imprevisti vari che sono tutto tranne che piacevoli da dover affrontare.

Cosa deve contenere la cassetta

Ma quando si parla di installare questo genere di articolo si deve necessariamente anche parlare del fatto che lo stesso deve essere caratterizzato dalla presenza di una serie di articoli che saranno in grado di rendere maggiormente utile lo stesso articolo.
Ad esempio bende, cerotti e garze rappresentano degli strumenti indispensabili e lo stesso vale per altre componenti che permettono di curare prontamente altre eventuali patologie momentanee in maniera corretta al cento per cento.
Di conseguenza occorre cercare di installare la cassetta pronto soccorso in ufficio procedendo in tal modo in maniera tale che si possano evitare delle situazioni che possono essere poco consone alla propria situazione e soprattutto ottimali da dover affrontare durante la giornata lavorativa.

L’importanza dei corsi per addetti al primo soccorso in ufficio

I corsi per addetti al primo soccorso hanno senza dubbio una grandissima importanza per i lavoratori operanti nei settori più disparati, cerchiamo dunque di capire cosa sono e quali figure vanno a designare.

In cosa consistono i corsi per addetti al primo soccorso

I corsi per addetti al primo soccorso sono dei percorsi formativi di durata variabile, leggermente superiore a 10 ore: l’ammontare esatto delle ore che contraddistinguono un corso è legato fondamentalmente alle dimensioni dell’azienda e al contesto in cui opera, ovvero al livello di rischio che la contraddistingue.
In queste ore di formazione, le quali devono essere tenute da un docente regolarmente abilitato, viene illustrato agli allievi in che modo devono comportarsi nel caso in cui dovessero verificarsi delle emergenze tali da richiedere un soccorso.
Ovviamente se una persona dovesse sentirsi male in azienda è necessario chiamare un’ambulanza, tuttavia è comunque importante operare il primo soccorso nell’attesa che gli operatori di questo servizio pubblico giungano a destinazione.

Obbligatorietà dei corsi

I corsi per addetti al primo soccorso sono obbligatori per legge, o meglio in ogni azienda deve esserci un professionista designato che possa occuparsi del primo soccorso in caso di necessità.
La legge non stabilisce esclusivamente l’obbligatorietà di questi corsi, ma anche il relativo aggiornamento: i soggetti che l’azienda sceglie di designare come addetti al primo soccorso, infatti, devono seguire l’aggiornamento del percorso formativo in questione nei tempi stabiliti dalla vigente normativa.
Al di là delle obbligatorietà, ad ogni modo, è evidente che il fatto di avere in azienda una persona che possa occuparsi di primo soccorso in caso di necessità è davvero importantissimo: non è affatto esagerato infatti affermare che un primo soccorso adeguatamente eseguito può rivelarsi decisivo perfino per salvare una vita.

L’attestato rilasciato

Quando i corsi per addetti al primo soccorso in ufficio giungono al termine, a ogni allievo viene fornito un attestato relativo alla qualifica conseguita.
È sicuramente una buona prassi quella di rendere ben visibile, all’interno dell’azienda, l’attestato in questione, magari appendendolo ad una parete: in questo modo laddove dovesse esserci un controllo gli addetti avrebbero subito chiaro qual è la persona che ricopre questa carica, allo stesso modo è positivo che tutti i lavoratori dell’azienda conoscano chi è la persona che deve occuparsi del primo soccorso nel caso in cui dovessero verificarsi delle necessità.
Affinché l’attestato abbia validità ufficiale, ovviamente, è importante che le aziende che organizzano questi corsi per i loro dipendenti si rivolgano solo ed esclusivamente ad enti formativi accreditati: solo queste realtà possono rilasciare degli attestati conformi alle vigenti normative di sicurezza sul lavoro.